giovedì 16 agosto 2012
mercoledì 15 agosto 2012
martedì 14 agosto 2012
Strategie del paleolitico
I nostri ministri finalmente escono allo scoperto e illustrano con dovizie di particolari le strategie per il futuro. L'uno, il ministro per l'ambiente, dichiara con grande dignità e coraggio che non si farà dettare la politica industriale dai magistrati di Taranto, l'altro, ministro dello sviluppo fa sapere che il nostro futuro sta nelle trivellazioni del suolo italico per raggiungere l'autonomia energetica. A questo punto calma, e cerchiamo di ragionare a mente serena senza lasciarci prendere dall'euforia per queste grandi menti finalmente al servizio del paese. Si parla di politica industriale, abbiamo capito bene? dopo che per anni è stata cacciata via da ogni decisione governativa in nome di una sana estraneità dello stato dal mercato, dalla produzione e dalle sue regole? Dov'erano quando veniva smantellata, giorno dopo giorno tutta la struttura produttiva? Dov'erano quando quando le regole venivano infrante e i siti delocalizzati? Dov'erano quando si dava totale libertà d'inquinare e distruggere il territorio e la salute di tutti? A rincare la dose ci pensa il titolare dello sviluppo che indica le linee base del fututro: Petrolio, Gas e trivelle dovunque ce ne sia di bisogno. Il carbone no, hanno detto che non è il caso di cercarlo. Tagli considerevoli ai finanziamenti per le energie alternative, abolizioni di limiti e norme che ostacolano le ricerche di idrocarburi sul suolo italico, si potrà cercare ed eventualmente pompare sotto le dodici miglia, magari in mezzo a panciuti signori che sguazzano e bimbi in attesa della merenda alle prese con secchielli e palette. Non è più un caso, questi signori hanno un progetto chiarissimo e di non difficile interpetrazione, riportarci al ruolo di colonia periferica, luogo di stoccaggio,trasporto e produzione di ciò che i paesi guida non vogliono più all'interno del loro territorio, estrema mungitura di prodotti energetici che non hanno più nessun futuro. Se negli anni del dopoguerra avessimo investito nei treni a vapore, avremmo fatto un buon affare? No, sicuramente no. Il futuro è,volenti o nolenti, reticenti o scettici nelle energie alternative, non si scappa, ma i nostri governanti dicono che sono cose che si possono rimandare e che il presente offre altro. Chiarissimo. Aggiungete a tutto questo la volontà espressa da queste menti supreme per la dismissione quasi totale del patrimonio pubblico e capirete dove vogliono portarci. E se fossero incompetenti su commissione?
P.S. La quantità di idrocarburi stivata nel suolo e nel mare, anche se utilizzata nella sua totalità coprirebbe il fabbisogno del paese per pochi mesi. Ne vale proprio la pena o c'è altro?
P.S. La quantità di idrocarburi stivata nel suolo e nel mare, anche se utilizzata nella sua totalità coprirebbe il fabbisogno del paese per pochi mesi. Ne vale proprio la pena o c'è altro?
lunedì 13 agosto 2012
Il ragionier Fantozzi
In una mitica scena di un film di molti e molti anni fa, il rag. Fantozzi indottrinato da un collega sessantottardo, dopo mesi e mesi passati leggendo testi rivoluzionari alza la testa e dichiara a voce alta: ma allora mi hanno preso per il culo! Peccato che nel momento in cui se ne accorge capisce anche di essere nudo e senza difese e l'unica cosa che sa fare è uscire con l'eskimo d'ordinanza e tirare una pietra alle finestre del suo ufficio,col risultato di essere quasi linciato dai colleghi inferociti. Non ci sono speranze? Tutto è deciso, possiamo solo subire questa rapina continua delle nostre vite e del nostro futuro? In effetti la cosa incredibile è che nonostante abbiamo a disposizione mezzi di comunicazione mai posseduti da nessuna generazione precedente, non riusciamo a incidere sul corso delle cose più di tanto, cioè niente. Non si è creato nessun soggetto antagonista capace anche solo di fare il solletico a questa gentaglia, solo sporadici mormorii che evaporano come il vento dopo le prime sfuriate e lasciano il campo ad una mesta rassegnazione.Capire il perchè di tutto questo non è inutile. Le risposte che questo sistema ha messo in campo non sono da sottovalutare, sono efficaci e flessibili, tali da giustificare l'inerzia e l'attiva collaborazione nell'avviarsi al macello.
Acciaio inossidabile
Il lavoro, che cosa è diventato il lavoro ? Da mezzo di riscatto nei confronti di povertà secolari e di emancipazione verso una qualità della vita quasi dignitosa, si è ritornati ad una concezione pre-ottocentesca in cui tutto è dovuto e niente è garantito. Da anni a Taranto TUTTI sapevano delle condizioni spaventose di sicurezza degli impianti, del rischio mortale per la salute dei lavoratori e di tutta la città, ma le denuncie, gli avvertimenti, le prese di posizione, gli allarmi finivano tutti contro un muro di silenzio eretto non solo da chi aveva un interesse preciso ma anche da tutti quelli che dicevano che "i problemi erano altri". Potremmo chiamarli collaborazionisti, che per viltà, comodità, sicurezze personali,preferivano non vedere e non sentire. Adesso gridano e strepitano per il sopruso inaudito di un magistrato che invece ha voluto vedere e sentire. Dov'erano quando la città moriva giorno per giorno coperta da una spessa coltre di vapori e polveri micidiali? Sono il frutto di anni di accomodamenti, rinvii,occultamenti, dati edulcorati, sono il frutto di anni di gestione del territorio all'insegna dell'emergenza: o così o niente. E non è il caso neanche di parlare di volontà criminale, è solamente incuria,pigrizia mentale, accomodamento continuo nella vana ed eterna speranza italica che le cose si risolvano da sole senza troppo rumore e senza danni per chi comanda.
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